CORONAVIRUS – COMUNE DI CAPENA – MISURE DI ASSISTENZA ALLE FAMIGLIE – BUONI SPESA

Con deliberazione della Giunta Comunale n. 26 in data 01.04.2020 sono state approvate le modalità di erogazione dei buoni pasto in seguito ai fondi ricevuti dal Governo e dalla Regione Lazio.
I cittadini possono presentare domanda per poter usufruire di buoni spesa per acquisto di generi alimentari e di prima necessità e prodotti farmaceutici.
I destinatari dovranno possedere i seguenti requisiti:
Residenza o domicilio nel Comune di Capena;
per i cittadini stranieri non appartenenti all’Unione Europea, il possesso di un permesso di soggiorno in corso di validità, anche in scadenza nel periodo 31 gennaio 2020 e 15 aprile 2020 in quanto prorogato a norma vigente fino al 15 giugno 2020;
• trovarsi in una situazione di bisogno a causa dell’emergenza derivante dalla epidemia
da Covid-19;
• non essere beneficiari di altre forme di sostegno al reddito e alla povertà erogate da Enti pubblici (es. reddito di cittadinanza etc.) ad esclusione di quelle previste dalle norme relative al contenimento della epidemia da Codiv-19;
• non beneficiare di altri istituti previdenziali da cui posso trarre sostentamento (come ad es. cassa integrazione ordinaria e in deroga, stipendi, pensioni);
• di trovarsi senza alcun reddito disponibile e alcuna forma di sostentamento reperibile attraverso accumuli bancari o postali;
Avranno la priorità della concessione dei buoni la famiglie in carico ai Servizi Sociali comunali.
Chi dichiara il falso, oltre ad essere immediatamente escluso dai benefici, verrà denunciato/ nelle sedi competenti.
L’Istanza andrà presentata esclusivamente con il modello di domanda allegato e scaricabile anche dal sito istituzionale dell’ente: www.comune.capena.rm.it
L’istanza andrà inviata preferibilmente via mail esclusivamente al seguente indirizzo: emergenzacovidcapena.sociale@gmail.com accompagnata dalla scansione di un documento di identità di chi la presenta.
Coloro che non hanno possibilità di reperire tale modello e/o di inviare tale istanza via mail possono recarsi, per effettuare la domanda, presso l’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Capena esclusivamente su appuntamento da richiedere al numero 06 90376020-25 dal Lunedì al Venerdì dalle ore 10.30 alle ore 12.30, o potrà farsi ricorso alla collaborazione degli Enti del Terzo Settore.
Non saranno prese in considerazioni istanze pervenute in altre modalità.
Ogni famiglia potrà presentare una sola istanza.
Gli importi dei buoni spesa sono determinati dall’art. 3 delle Linee Guida approvate.
Le famiglie potranno spendere tali buoni per l’acquisto dei beni, di cui all’art. 5 delle Linee Guida, negli esercizi commerciali convenzionati/aderenti al circuito, il cui elenco verrà pubblicato sul sito www.comune.capena.rm.it.

Nelle more di tale consegna, in caso di estrema necessità, l’Ufficio Servizi Sociali inoltrerà domanda agli Enti del Terzo Settore che collaborano con il Comune per la distribuzione di pacchi alimentari.
Le domande saranno sottoposte ad una valutazione preventiva da parte dell’Ufficio Servizi Sociali del Comune e a successivi ulteriori controlli.
L’esito positivo della domanda verrà comunicato tramite mail e/o telefono, che dovranno essere necessariamente forniti sul modello di domanda allegato al presente avviso.
Il presente avviso rimarrà valido fino all’esaurimento delle somme disponibili.

Per informazioni è possibile contattare l’Ufficio Servizi Sociali ai numeri 06 90376025-20-33-38.

AVVISO

MODULO DI RICHIESTA

LINEE GUIDA

LA SCERTA

Restamo uniti, senza stà vicini,
abbracciamese, ma senza abbraccicasse,
pe’ salutasse famese l’inchini,
dell’antro nun c’è gnente da fidasse.
Lavete le mano, stai lontano,
però senza lavattene le mano.
 
Basta er sapone, ma è mejo annà sicuri,
e sò spariti li disinfettanti.
È mejo mantenesse linni e puri, 
nun se troveno più manco li guanti.
Nun l’aveveno fatto fino a jeri,
mo tutti pizzajoli e panettieri.
 
Stateve all’aria aperta, camminate
pe’ rafforzà er sistema immunitario.
Però, si esci, te pijeno a sassate,
devi da escì solo si necessario.
Metteteve d’accordo, sarvognuno,
vabbè esci poco, ma nun fà riduno.
 
Puro si nun ce sto a capì più gnente,
c’è ‘na cosa ch’è chiara, questo sì,
io temo meno er virus de la gente.
Si ‘n sia mai, me venisse da tossì,
me trattengo fino a esse soffocato,
o risico d’annà a morì ammazzato? 
 
21/03/2020
Carlo Renzi
 

LA SOLA

Mentre che sistemavo la cucina,
stavo a penzà a ‘sti fatti allucinanti
de ‘sto virus venuto da la Cina.
A li decreti de li governanti.
Abbada si quarcuno s’avvicina,
chiusi li bar, teatri e ristoranti,
chiuse le scole, cerimonie e chiese,
guai si t’azzardi a escì dar tuo paese.
 
Penzavo: Nun me manca er sagramento,
teatri e ristoranti uno ogni tanto,
er bar nun è che tanto lo frequento
e si me ne sto a casa sto d’incanto.
Però le scole chiuse sò un tormento.
Te chiederai perchè m’angoscio tanto?
E’ che nun ciò l’età più pe’ annà a scola,
puro ‘stavorta pijerò ‘na sola.
 
10/03/2020
Carlo Renzi

Reddito di Cittadinanza – Fase 2

Reddito di cittadinanza, parte la fase 2: i lavori socialmente utili diventano obbligatori.

I destinatari del sussidio verranno chiamati a svolgere attività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni.

Entra nel vivo la fase 2 del reddito di cittadinanza, ossia quella in cui i destinatari del sussidio verranno chiamati a svolgere lavori socialmente utili nel loro comune di residenza. 

I Progetti Utili per la Collettività (PUC), che non devono superare le 8 ore settimanali, verranno svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni.

Cosa sono i Puc e come funzionano
I progetti di pubblica utilità vengono individuati sulla base delle esigenze del comune di residenza. Possono essere attività di vario tipo, riguardanti gli ambiti più disparati: dalla cultura al sociale, dall’ambiente, alla formazione.

Per i beneficiari del reddito le attività svolte non vengono retribuite. Inoltre le mansioni non possono prevedere la sostituzione del personale regolarmente impiegato dal comune o dall’ente di riferimento. Si tratta quindi di persone che possono offrire un supporto, ma non svolgere l’incarico degli operatori già esistenti.

Come chiarito dal decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il percettore del sussidio potrà scegliere se svolgere le 8 ore settimanali in un solo giorno o spalmate su più giornate, ma con l’obbligo di completare le ore previste al mese, con la possibilità di recuperare, entro certi limiti, le ore perse.

Chi si rifiuta potrebbe perdere il contributo.

Ai Comuni spetta il compito di istituire un registro dei partecipanti ai PUC, su cui annotare le presenze giornaliere, l’ora di inizio e l’ora di fine delle attività.

Leggi anche l’interrogazione del nostro Consigliere M5S.