Alcune riflessioni sugli incendi boschivi – Capena 4 e 5 agosto 2017

Alcune riflessioni sugli incendi boschivi che hanno interessato
il territorio di Capena nei giorni 4 e 5 agosto 2017

Antefatto
La mattina del 4 agosto 2017 un focolaio di incendio doloso si sviluppa in corrispondenza di un’area verde incolta posta a circa 2 km a Sud-Ovest dal centro abitato di Capena.

Intorno alle ore 12 l’incendio, ben visibile a distanza per la notevole emissione di fumi, era ancora confinato nella zona in cui si era manifestato inizialmente. Apparentemente non si erano evidenziati interventi atti al suo contenimento o spegnimento.
All’incirca alle 17 quello che era un focolaio gestibile agli inizi con mezzi modesti era diventato una bestia ruggente che minacciava direttamente la periferia urbana di Capena, grazie anche al sollevarsi di un discreto vento di scirocco che aveva di molto peggiorato la situazione iniziale e spinto rapidamente in avanti il fronte delle fiamme, malgrado l’intervento di alcuni elicotteri il cui effetto era lo stesso ottenuto da un contagocce per spegnere la legna ardente di un camino domestico.
Morale, solo a tarda sera si è riusciti a malapena a contenere i danni alle abitazioni e agli edifici pubblici come le scuole medie che si sono salvate per il rotto della cuffia. Tutta la vegetazione, giardini privati compresi, incontrata dal fronte delle fiamme lungo il suo cammino è andata completamente distrutta con danni irreversibili alle aree boschive e alla fauna selvatica locale. Anche le linee elettriche di distribuzione a media tensione e le centraline telefoniche hanno subito seri danni.
Ma per salvare letteralmente Capena da un rogo analogo a quello della Roma di neroniana memoria sono dovuti intervenire centinaia di uomini fra vigili del fuoco, protezione civile, volontari, carabinieri, polizia, forestale e croce rossa. Sono stati impiegati 6 elicotteri, 2 Canadair, parecchi automezzi speciali e ambulanze; è stato allestito un campo provvisorio per ospitare circa 150 evacuati.
Quando tutto sembrava tornato sotto controllo, ecco che la mattina di sabato 5 le fiamme tornano a lambire la rupe della Rocca, il vecchio centro storico del paese, mettendo a repentaglio gli edifici soprastanti e successivamente, estendendosi verso nord con un fronte di circa 1 km, giungono a ridosso della zona del cimitero nuovo e delle aree residenziali attigue, mettendo ad alto rischio altri fabbricati e villini.
Ricomincia la sarabanda di uomini e mezzi, vengono evacuate molte altre persone giungendo a svuotare la parte più antica del borgo. Ritornano in ballo Canadair, elicotteri e persino un grosso Chinook birotore dell’aviazione dell’esercito. Il carosello di mezzi aerei va avanti fino a sera inoltrata e finalmente si può tirare un grosso sospiro di sollievo quando si ritiene di aver posto l’abitato in “sicurezza”. Ai danni iniziali si aggiungono altri danni che aumentano il conto finale dei costi diretti e indiretti di due giorni da girone dell’inferno.
Comunque un plauso e un encomio solenne a tutti coloro che con abnegazione e alto senso del dovere hanno svolto instancabilmente il loro compito, dai VVF ai volontari della protezione civile, dalle forze dell’ordine agli operatori delle ambulanze. La riconoscenza immemore di tutta la cittadinanza va infine ai coraggiosi e infaticabili piloti e agli addetti dei mezzi aerei intervenuti che si sono sacrificati senza sosta e anche con alto rischio sui luoghi dell’incendio per proteggere sia la nostra incolumità che le nostre case…

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