LA SOLA

Mentre che sistemavo la cucina,
stavo a penzà a ‘sti fatti allucinanti
de ‘sto virus venuto da la Cina.
A li decreti de li governanti.
Abbada si quarcuno s’avvicina,
chiusi li bar, teatri e ristoranti,
chiuse le scole, cerimonie e chiese,
guai si t’azzardi a escì dar tuo paese.
 
Penzavo: Nun me manca er sagramento,
teatri e ristoranti uno ogni tanto,
er bar nun è che tanto lo frequento
e si me ne sto a casa sto d’incanto.
Però le scole chiuse sò un tormento.
Te chiederai perchè m’angoscio tanto?
E’ che nun ciò l’età più pe’ annà a scola,
puro ‘stavorta pijerò ‘na sola.
 
10/03/2020
Carlo Renzi

Reddito di Cittadinanza – Fase 2

Reddito di cittadinanza, parte la fase 2: i lavori socialmente utili diventano obbligatori.

I destinatari del sussidio verranno chiamati a svolgere attività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni.

Entra nel vivo la fase 2 del reddito di cittadinanza, ossia quella in cui i destinatari del sussidio verranno chiamati a svolgere lavori socialmente utili nel loro comune di residenza. 

I Progetti Utili per la Collettività (PUC), che non devono superare le 8 ore settimanali, verranno svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni.

Cosa sono i Puc e come funzionano
I progetti di pubblica utilità vengono individuati sulla base delle esigenze del comune di residenza. Possono essere attività di vario tipo, riguardanti gli ambiti più disparati: dalla cultura al sociale, dall’ambiente, alla formazione.

Per i beneficiari del reddito le attività svolte non vengono retribuite. Inoltre le mansioni non possono prevedere la sostituzione del personale regolarmente impiegato dal comune o dall’ente di riferimento. Si tratta quindi di persone che possono offrire un supporto, ma non svolgere l’incarico degli operatori già esistenti.

Come chiarito dal decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il percettore del sussidio potrà scegliere se svolgere le 8 ore settimanali in un solo giorno o spalmate su più giornate, ma con l’obbligo di completare le ore previste al mese, con la possibilità di recuperare, entro certi limiti, le ore perse.

Chi si rifiuta potrebbe perdere il contributo.

Ai Comuni spetta il compito di istituire un registro dei partecipanti ai PUC, su cui annotare le presenze giornaliere, l’ora di inizio e l’ora di fine delle attività.

Leggi anche l’interrogazione del nostro Consigliere M5S.